L'occasione di far magia a Trieste
1. Non informate mai il pubblico della natura di ciò che state per presentare o dell'effetto che
intendete ottenere, perché altrimenti il pubblico, prevenuto, potrebbe più facilmente scoprire
il vostro giuoco.
2. Conseguenza logica di questo primo principio: non ripetete mai, per nessun motivo, e nonostante
tutte le insistenze, lo stesso giuoco nella stessa seduta. È evidente che la ripetizione di un giuoco
equivale ad un giuoco preannunziato ed il pubblico che già sa dove volete arrivare, tanto più il
giuoco lo avrà divertito, tanto più starà in agguato per cogliervi nel punto critico.
3. Tuttavia, se le insistenze per la ripetizione fossero tante da sembrare scortesia il rifiutarvisi,
fate mostra di condiscendere ed eseguite subito un altro giuoco che abbia qualche apparente somiglianza
col primo, ma che trovi la sua base su di un principio del tutto diverso. Vi dimostrerete così cortesi
col pubblico e gli darete una nuova prova della vostra abilità.
4. È quindi bene di aver sempre molte corde al proprio arco e di sapere eseguire ogni giuoco del vostro
repertorio in più di una maniera e, possibilmente, applicando ogni volta un diverso principio. Ciò vi
sarà utile, non soltanto per quei casi in cui foste richiesti di ripetere il giuoco, ma anche per quelli,
tutt'altro che infrequenti, in cui per un inatteso contrattempo, quale la mancanza fortuita di un
indispensabile oggetto od una mossa disgraziata, vi trovaste a... non poter eseguire, o quanto meno
ad eseguire con la necessaria precisione, il giuoco nella maniera che vi eravate a tutta 'prima proposti.
5. Usando di un artificio, trovate sempre modo di far credere al pubblico, indirettamente, che ne usate
di un altro. Quest'arte, che gli inglesi chiamano "Art of misdirection", ha nella Prestigiazione
un'importanza grandissima.
6. Tenete sempre stretto conto del genere di persone che compongono il pubblico davanti al quale lavorate.
Per quanto ci possa apparire a prima vista assurdo, ricordate che il pubblico più difficile è quello
prevalentemente composto di bambini. Davanti ad essi, nessuna mossa falsa, nessuna benché minima
disattenzione, che subito cento voci si leverebbero per accusarvi di mistificazione. Egli è che il
bambino crede nell'illusione, vive nel fantastico come in cosa reale, e qualunque negligenza che gli
riveli l'esistenza del trucco, tronca brutalmente il suo sogno e ne suscita la reazione. Se quindi
ogni giuoco, ogni riunione dovranno sempre essere accuratamente preparati, ciò sarà doppiamente
necessario ogni qual volta vi accingiate a lavorare davanti ad un pubblico infantile.
7. Cercate di conoscere bene voi stessi e ciò, non soltanto per correggervi di eventuali difetti artistici,
ma soprattutto per apparire sempre naturali, condizione essenziale del successo. Il vostro temperamento
soltanto deve guidarvi nella scelta del genere di presentazione da adottare, che attitudini e sistemi
ben diversi richiedono il genere comico o quello serio o quello misterioso, ai quali, secondo la
classificazione tradizionale, si riconducono i vari tipi di rappresentazione magica. L'Artista che
si ostina a voler apparire comico quando non ne ha le attitudini va incontro ad un sicuro disastro,
mentre la propria destrezza e le proprie cognizioni potrebbero, forse farlo trionfare in genere
diverso. Troppi naufragi sono dovuti a questo scoglio perché il buon pilota non debba metterne
sull'avviso chi si accinga a veleggiare verso le sponde fiorite dell'Arte Magica.
8. Siate sempre sicuri di voi, abbiate sempre fiducia nel vostro operato, giuocate d'audacia allegramente
e, soprattutto, non vi perdete mai d'animo per qual si voglia improvviso contrattempo possa sorgere.
Un giuoco non riesce? Non ve ne date pensiero e, peggio che mai, non state lì a mendicare alcuna scusa:
passate subito ad un altro giuoco e allegri come prima.
9. Sappiate sempre giovarvi delle circostanze. Nulla contribuisce tanto alla rinomanza di un Artista,
quanto la prontezza di spirito che gli fa afferrare immediatamente ogni circostanza favorevole.
Interrompete magari il giuoco che state facendo ed iniziatene subito un altro, ma non vi lasciate
sfuggire le occasioni che la fortuna mette a vostra portata di mano.
10. Nella preparazione del vostro programma, procedete sempre secondo la regola: "Dal più facile al più
difficile". Nelle rappresentazioni di società, quando l'Artista lavora in una sala, in mezzo al
pubblico o magari tutti seduti intorno ad un tavolo, è sempre bene incominciare con cose semplici e
di lieve importanza, così da attrarre a grado a grado l'attenzione di un pubblico che, in generale,
in queste circostanze si dimostra sempre, a tutta prima, piuttosto distratto, se non addirittura
ostile. Ma non vi fate caso. Proseguite imperterriti e se, come mi auguro, saprete il fatto vostro,
dopo un quarto d'ora saranno tutti intorno a voi, insistenti ed ammirati.
11. Tenetevi bene informati dei più recenti progressi dell'Arte Magica, seguendo sempre il movimento
magico quale ve lo rappresentano la stampa periodica e la letteratura professionale. Ma ciò, non per
copiare supinamente quanto facciano gli altri, bensì per giovarvi a vostra volta dei progressi
realizzati, sforzandovi poi di dare ai nuovi giuochi od ai nuovi sistemi un'intonazione originale e
personale.
12. Siate molto attenti nel fissare la durata del vostro programma. Nelle sedute familiari o di società
occorre, naturalmente, lasciarsi guidare dalle circostanze. Tenete sempre presente che per non perdere
mai l'attenzione del pubblico, facile a stancarsi, per la continua tensione di spirito in cui si
costringe, più in questi che non in altri generi di spettacoli, è sempre meglio finire cinque minuti
prima che non cinque minuti dopo, La nostra è anche, bene spesso, Arte di sapersi limitare, né bisogna
mai perdere di vista che non si può assolutamente giudicare del gusto del pubblico che assiste ai
vostri giuochi dal gusto vostro nell'eseguirli!
13. Ed ora un'ultima regola che osserverete in ogni circostanza rigidamente, Non spiegate mai in pubblico
i giuochi che avete fatto. E ciò per un doppio ordine di interessi. L'interesse vostro personale,
anzitutto, ché il meno che vi possa succedere, dopo la spiegazione di un giuoco che fino ad allora
pareva a tutti assolutamente strabiliante, è di sentirsi dire: «Oh, quanto è scemo!»; l'interesse
della collettività dei Prestigiatori, in seguito; ché è evidente che, tanto più si manterrà o si
accrescerà il gusto del pubblico per le rappresentazioni magiche, quanto più accuratamente ne sarà
conservato il carattere misterioso e incomprensibile. La divulgazione al pubblico di questi segreti,
che venne di moda tra i Prestigiatori, soprattutto italiani e francesi, una quarantina di anni fa,
non è stata tra le cause ultime del tracollo in questi due Paesi dell'Arte Magica.